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Galleria Umberto I
Buongiorno a tutti,in questo blog caricherò foto o video di luoghi molto visitati,in questa foto ci troviamo nella galleria di Umberto I(a Napoli).L''ingresso principale, che si apre su via San Carlo, è costituito da una facciata ad esedra, che in basso presenta un porticato architravato, retto da colonne di travertino e due archi ciechi, l'uno d'accesso alla galleria, l'altro aperto sull'ambulacro. Seguono un ordine di finestre a serliana, separate da coppie di lesene dal capitello composito, ed un secondo piano con finestre a bifora e lesene simili alle precedenti. L'attico presenta coppie di finestre quadrate e lesene dal capitello tuscanico, queste ultime tra le finestre sono scanalata
L'arco di destra mostra, sulle colonne, da sinistra verso destra, l'Inverno, la Primavera, l'Estate e l'Autunno, soggetti tradizionali che rappresentano lo svolgersi del tempo a cui sono legate le attività umane, il Lavoro e il Genio della scienza. Sul fastigio troviamo il Commercio e l'Industria semisdraiati ai lati della Ricchezza, miti della società borghese.L'arco di sinistra mostra, sulle colonne, i quattro continenti l'Europa, l'Asia, l'Africa e l'America. Nelle nicchie invece sono rappresentati, a sinistra, la Fisica e, a destra, la Chimica. Sul fastigio, sdraiati, il Telegrafo, a destra, e il Vapore, a sinistra che affiancano la figura dell'Abbondanza. Si presenta dunque un'immagine positiva della scienza e del progresso capaci di unificare le diverse parti del mondo. Nel soffitto del porticato si notano una serie di tondi con divinità classiche. Gli dei raffigurati sono Diana, Crono, Venere, Giove, Mercurio e Giunone.Le facciate minori hanno una struttura simile ma presentano unicamente decorazioni in stucco. La facciata su via Toledo reca, ai lati dell'ingresso, due coppie di putti con scudi nei quali sono rappresentati gli emblemi dei due seggi di Napoli: il cavallo frenato per Capuana a destra, ed una porta per Portanova a sinistra. La facciata su via Santa Brigida presenta, negli scudi retti dai putti, gli emblemi dei seggi di Porto, con l'uomo marino a sinistra, e di Montagna con i monti a destra. Ai lati dell'arco ci sono due pannelli allusivi alla guerra e alla pace. La facciata di via Verdi ha, negli scudi, gli emblemi del seggio di Nido, con un cavallo sfrenato a sinistra, e del Popolo, con la P a destra. Ai lati dell'arco sono presenti due pannelli allusivi all'abbondanza e alla ricchezza caratterizzati dalla coltivazione della terra e dall'esercizio della navigazione.L'interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente, coperte da una struttura in ferro e vetro. Le delimitano alcuni palazzi, quattro dei quali con accesso dall'ottagono centrale. Le loro facciate rispecchiano quella principale: l'ordine inferiore, infatti, è diviso da grandi lesene lisce, dipinte a finto marmo che inquadrano gli ingressi dei negozi e dei soprastanti mezzanini. Seguono al primo piano le serliane, al secondo le bifore, nell'attico le finestre quadrate.La volta in vetro e ferro, progettata da Paolo Boubée, riesce ad armonizzarsi perfettamente con la struttura in muratura: a ciò contribuisce lo stretto rapporto fra le strutture portanti in muratura e quelle in ferro. Negli Francesco Crispi otto pennacchi della cupola otto figure femminili in rame sostengono altrettanti lampadari. Gli ampi ventagli posti nelle testate dei bracci recano complesse scene in stucco, tutte in relazione con la musica. Sul tamburo della cupola, decorato con finestre a semicerchio, è visibile la Stella di Davide, riproposta in tutte e quattro le finestre. La ragione della sua presenza è dovuta al fatto che la Galleria Umberto I è la sede storica della massoneria napoletana, in particolare della loggia massonica Grande Oriente d'Italia. La stella di David in questo caso - oltre essere sé stessa - in quanto è formata da due triangoli invertiti, rappresenta il simbolo della massoneria.Nel pavimento sotto la cupola si trovano mosaici con venti e segni dello zodiaco firmati dalla ditta Padoan di Venezia, che li realizzò nel 1952 a sostituzione degli originali danneggiati dal calpestio e dalla guerra. I bombardamenti provocarono la distruzione di tutte le coperture in vetro. Presso gli ingressi busti e lapidi commemorano luoghi scomparsi e coloro che parteciparono alla realizzazione dell'opera.Nel braccio verso via Verdi si trova una scritta che ricorda la locanda Moriconi che nel 1787 aveva ospitato Goethe. Entrando invece del lato del Teatro San Carlo ci si imbatte nella lapide dedicata a Paolo Boubée. Nella parte sottostante la galleria esiste un'altra crociera, di dimensioni minori, con al centro il teatro della Belle Époque, il Salone Margherita, che per più di vent'anni fu la sede principale dello svago notturno dei napoletani, accogliendo diversi importanti personalità nazionali come: Matilde Serao, Salvatore Di Giacomo, Gabriele D'Annunzio, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Eduardo Scarfoglio e Francesco Crispi....questo post finisce qui,arriverderci!